Genova, cinque anni dopo

Federica Misturelli, Carolina Stupino

 

Ricordare Carlo Giuliani a cinque anni dal suo assassinio non è facile senza rischiare di cadere nella retorica. Sono passati cinque anni, eppure gli echi di quella che fu definita da Amnesty International “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” non si sono ancora spenti, nonostante i tentativi di archiviare la causa. Lo scorso giugno, un gruppo di parlamentari capeggiati da Rifondazione Comunista ha presentato la proposta di legge di istituire una commissione di inchiesta sui fatti di Genova, che faccia luce sulle responsabilità dello Stato e di coloro che parteciparono alla mattanza. La proposta – ha assicurato il segretario del Prc Franco Giordano - verrà discussa a settembre, ma già in questi giorni si sono levate voci contrarie. E nel centrosinistra si è aperto lo scontro.

Secondo Luciano Violante (Ds) “tutto quello che c’era da accertare sulla vicenda, è stato accertato” durante l’indagine conoscitiva dell’estate del 2001. La sua posizione non è condivisa da tutti i Ds: il diessino Giuseppe Pericu, sindaco di Genova, ritiene che sia giusto per i suoi cittadini fare luce sugli eventi di quei giorni ed il consiglio comunale ha appena approvato una mozione che impegna sindaco e giunta a chiedere formalmente al governo l'istituzione della commissione. Ma visto che sarà proprio la commissione affari costituzionali presieduta da Violante a discutere la proposta sull’inchiesta parlamentare, per chi vuole sapere la verità su Piazza Alimonda e il G8 di Genova si preannuncia una dura battaglia. Proprio all’interno del consiglio comunale di Genova, la Margherita si è detta contraria alla mozione, definendola “strumentale”. Ed è così che Gigi Malabarba, senatore del Prc e primo firmatario della proposta di inchiesta parlamentare, si è trovato subito a dover sottolineare che “la commissione non è solo una richiesta di Rifondazione, ma uno dei punti del programma dell'Unione”.

Per aiutarci a non dimenticare gli eventi di Genova, proprio a partire da oggi (20 luglio) uscirà in edicola in Italia, allegato al quotidiano Liberazione, il dvd “Quale verità per piazza Alimonda”. Chi lo vuole vedere o scaricare puo farlo dal sito www.piazzacarlogiuliani.org. Sono 38 minuti di sequenze che iniziano con inquietanti foto di gruppo di uomini delle forze dell’ordine, e proseguono con le riprese inedite dalle telecamere dei carabinieri e con la ricostruzione precisa di cosa accadde in quella piazza dove fu assassinato il 23enne Carlo Giuliani. Una settimana fa, prima della proiezione in anteprima del video, Haidi Giuliani, la madre di Carlo che proprio oggi subentra a Malabarba a Palazzo Madama, ha detto che le anomalie del caso Genova sono almeno tre: oltre alla sospensione dei diritti umani già denunciata da Amnesty, si tratta della “solitudine di un gruppo nella ricerca di verità e giustizia e il silenzio dei grandi giornali sui processi scaturiti da quei fatti e che vedono sotto accusa funzionari di polizia e carabinieri”.

 I fatti sono noti a tutti: migliaia di persone convenute da tutta Europa si incontrarono a Genova per contestare contro il G8, per chiedere un mondo diverso. A contrastarli, più di 18,000 poliziotti, battaglioni speciali, blindati ed elicotteri. Il resto è storia: l’uccisione di Carlo e l’inizio della caccia all’uomo, culminato con l’assalto alla Diaz e alla sede di Indymedia, dove furono distrutti i terminali e altri documenti. Coloro che furono arrestati - con motivazioni false e pretestuose, è bene ricordarlo - vennero abusati verbalmente e fisicamente, in un clima da dittatura sudamericana. Fuori, intanto, i manifestanti – uomini e donne di tutte le età, famiglie, pensionati - venivano attaccati brutalmente con blindati e elicotteri che lanciavano lacrimogeni. Possiamo solo augurarci che la riapertura del processo porti, finalmente, alla verità. Non solo, come dice Haidi Giuliani, a chi ha sparato e ha ucciso un ragazzo di 23 anni, ma anche a chi ha le responsabilità politiche per questa tragedia.

 

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