PACS E ABORTO

Carolina Stupino

17 gennaio 2006

Tra le tuonate del Papa e l’ “amareggiato” silenzio di Prodi, facciamo sentire la nostra voce! Dobbiamo battere Berlusconi, ma senza smettere di batterci per i nostri diritti!

Questo Forum invita tutti voi, uomini e donne, in Gran Bretagna e altrove, a partecipare al dibattito, ad incontrarsi, e, soprattutto, a formulare proposte da portare di fronte a chi, in Italia, vorrebbe rappresentarci e ricevere i nostri voti. Il centrosinistra ha bisogno di noi, di chi  crede nella liberta’, nell’uguaglianza e nei diritti civili. Non restiamo in silenzio!!
Leggete, scrivete, fate circolare, partecipate!

Il pezzo che segue è di Carolina Stupino, una delle partecipanti al Forum, siete invitati a leggere, commentare, dissentire, completare…lo spazio è vostro!

Forum delle Donne Prc/Se Londra


Opposizione alla Ru486, guardiani della morale nei consultori, inchieste parlamentari sulla legge 194: quelli che parlavano erano sempre e soltanto loro – gli uomini. Ministri, cardinali, perfino medici ed infine lui, Benedetto XVI, occupato in una sorta di campagna elettorale per la fede cattolica. Poi un giorno di fine novembre, il tam tam della cellula dormiente e silenziosa delle donne (come i terroristi anche loro hanno raccolto reclute su internet) ha dato i suoi frutti: in centinaia si sono incontrate a Milano, al salone Di Vittorio, hanno deciso una data per una manifestazione, il 14 gennaio 2006, ed uno slogan,“Usciamo dal silenzio”.

In tanti le hanno accusate di essere anacronistiche, di fare polemica gratuita, di rappresentare un femminismo oltranzista di cui nessuno oggi ha più bisogno. Nessuno in effetti sta pensando di abolire la 194, per ora sarebbe inimmaginabile. Ma le acque avevano già iniziato a ribollire dopo la sconfitta al referendum sulla procreazione assistita: l’embrione è diventato più importante e le donne hanno dunque una libertà limitata riguardo alle loro scelte di procreazione. Si tratta di un’insinuazione sottile, ma non per questo meno importante dal punto di vista di uno spostamento della percezione comune riguardo a tutto ciò che concerne il potere delle donne sul loro corpo. Fatto il colpo sull’embrione, le donne sono improvvisamente diventate soggetti da assistere, da tutelare o persino da dissuadere.

Bene signori e signore, e qui parlo soprattutto ai giovani: un’illusione della nostra beata giovinezza è che i diritti, una volta fatti nostri, restino nostri per sempre. Non è così. Ed alle generazioni più vecchie dico invece: quei diritti che avete conquistato per noi e che ci avete lasciato in eredità, vanno negoziati di continuo e ricombattuti contro quei poteri costituiti che si modificano e che nel tempo risorgono più forti e minacciosi di prima.

Una riflessione pessimista che nasce dalla mia esperienza in Gran Bretagna: come nella Spagna di Zapatero – che in questo contesto è stata ancora più radicale – anche qui, nel Regno Unito di Blair, l’unione tra persone dello stesso sesso, in una maniera che ne equipara i diritti in termini di eredità, pensioni, etc. è stata ratificata. Si tratta di una conquista importante, che segna l’inizio di una nuova era.

Mi è stato fatto notare però come la fase genocida dell’antisemitismo è stata in un certo senso motivata dall’emancipazione degli ebrei durante l’era napoleonica, un altro cambiamento epocale: non essendo più un diverso, marchiato e ghettizzato, l’ebreo divenne il nemico da perseguitare secondo lo pseudoscientifico culto della razza ariana.

Forse esagero, ma trovo proccupante l’analogia tra quanto ho appena accennato e quanto sta accadendo ora: mentre i paesi più liberali stanno approvando in diverse forme i loro Pacs (o unioni civili, come ora le si preferisce chiamare) ed emancipando gay e coppie di fatto, paesi tradizionalmente religiosi come gli Usa e l’Italia si scagliano rabbiosi più che mai contro gli omosessuali e contro i nuclei famigliari ‘non tradizionali’. L’omosessualità è stata definita dalla Chiesa (nel ‘Catechismo della Fede Cattolica, pubblicato il 15 giugno 2005) come “grave disordine morale”, una malattia dell’anima quindi, che rende i gay non meno inferiori di quanto lo erano gli ebrei dagli ariani.

In un certo senso lo trovo ridicolo e disperato questo loro accanimento, ma proprio per questo ancora più pericoloso. E’ come se stessero combattendo un nemico dentro loro stessi, in una battaglia sempre più disperata quanto inutile. Abbiamo un primo ministro che ogni giorno prima di andare in TV (ultimamente ci va proprio tutti i giorni!) viene truccato più di una prima donna, che si è ritoccato chirurgicamente le occhiaie e chissà che altro, che si è fatto un trapianto ai capelli e che vive con la costante paranoia di apparire troppo basso in fotografia. Durante la settimana della moda di Milano, non manca di fare la sua apparizione alle feste dei maggiori stilisti.

E per non parlare di Sua Santità: dopo aver pontificato in difesa dell’embrione, inveito contro le tentazioni materiali di questo mondo e contro il famigerato relativismo, se ne torna nelle sue lussuosissime stanze, accompagnato dal suo assistente - Georg Gänswein, bello come il sole, tanto da figurare come ironica pin up in molti siti gay -  e studia con precisione il suo guardaroba. Mocassini rossi firmati Prada, così dicono. Lui in risposta al pettegolezzo ha fatto sapere che glieli fanno su misura in Toscana, da un artigiano. Mica è un plebeo lui. E, al passo con i tempi, non cede nemmeno alla tentazione del vintage: leggo (in TV a dire la verità ho cercato di non vederlo) che per il suo discorso di Natale, per sfidare il freddo, ha sfoggiato una di quelle mantelline ed un cappellino di pelliccia che indosso ai Papi non si vedevano dal secolo scorso. Meno male che le ha tirate fuori dall’armadio e non se le è fatte fare apposta, se no ci toccava pure seguire le proteste degli animalisti cattolici e non…

Scherzi a parte, queste sono le persone che stanno dettando entro quali canoni morali noi dovremmo vivere. Indubbiamente ci troviamo in un periodo di crisi della politica. La globalizzazione ha portato ad un indebolimento della politica nazionale: tutto  è inestricabilmente legato alle dinamiche esterne e i politici dei nostri paesi si trovano schiacciati tra le istanze particolari e quelle globali. Ma è proprio in quest’era di crisi della politica, di vuoto di potere, che il potere del Sacro ha trovato finalmente i modi ed i mezzi per invadere gli spazi dell’Etica Pubblica (ndr, le maiuscole in entrambi), che dovrebbe essere laica e indipendente dallo Stato.

Allo stesso modo, in un periodo in cui - dal nostro premier al nostro Papa, fino al semplice ragazzo eterosessuale con muscoli da pista da ballo e magliette semitrasparenti – si sta assistendo ad una sorta di “gayficazione” della societa’, chi si sente minacciato nella propria egemonia maschile tende a reagire imponendo fini antichi di repressione della sessualità e di riappropriazione del diritto di legiferare sul corpo delle donne.

In questo momento storico a dir poco pericoloso, noi uomini e donne di sinistra dove ci troviamo? Abbiamo un centrosinistra formatosi sotto l’obbiettivo di battere Berlusconi, indebolito dallo scandalo Unipol, ma che comunque non riesce a dare risposte ai problemi appena elencati. Povero Prodi: si è messo in una situazione in cui ora lo possono attaccare sia da destra che da sinistra.

Da destra: Lorenzo Cesa (Udc) ha definito “uno spettacolo ignobile” le reazioni del centrosinistra alle parole pronunciate dal Papa sulla pillola abortiva e sulla famiglia davanti agli amministratori di Roma e del Lazio (che ci faceva il signor Ratzinger in colloquio privato con enti regionali e comunali?! Legalmente è un cittadino del Vaticano, manco di Roma…). Cesa condanna quelli che chiama “gli insulti e dall’altro lato il silenzio” del centrosinistra. Chi ha insultato e chi è stato zitto, vi lascio indovinare…Per Cesa si trattava di insulti “di chi vorrebbe che il Santo Padre tacesse sulla difesa della famiglia e della vita” (per quanto mi riguarda parli quanto vuole, ma in sede consona…e qui una nota ammonitrice ai media: le parole del Papa non vanno trattate come politica in un TG di prima serata) e del “silenzio di Prodi e della Margherita succubi dell’intolleranza laicista (?!? Non pensavo che l’Italia fosse un paese dove il laicismo veniva definito come intollerante!) dei Grillini e dei Capezzone” (Grillini e Capezzone…a dir poco una generalizzazione diminutiva).

Da sinistra: il silenzio di Prodi, o anzi, la sua sfortunata cattiva uscita con Grillini, presidente dell’Arcigay – il leader dell’Unione si sarebbe infatti detto “amareggiato” dalle simboliche unioni gay messe in scena durante la manifestazione in favore dei Pacs – ha provocato nelle altre forze a sinistra, intente a mandare avanti un programma i cui i Pacs erano stati elencati, altrettanto “amareggiamento”.

Ed è qui che dopo avervi raccontato tutto quel che avevo da dirvi, vi chiedo il vostro contributo: se siete stati buoni abbastanza da arrivare alla fine di questo lungo articolo, lo sarete anche per contribuire con opinioni, pensieri e proposte ad un modo per aiutare il centrosinistra ad uscire da questo baratro…

Dobbiamo giocare molto su questi temi. Puntare tutto su una campagna BERLUSCONI = LADRI AL POTERE abbiamo visto che non basta. Ma se iniziamo a giocare la nostra battaglia sul terreno delle LIBERTA’ INDIVIDUALI – PERCHE’ QUI NON SI TRATTA SOLO DI DONNE O DI GAY – le cose possono cambiare, il terreno di gioco può iniziare a pendere in nostro favore. Non mi importa se siete comunisti, semianarchici, ex democristiani, diessini o prodiani…. Pensate a questo: il centrosinistra ha bisogno di noi. Ha bisogno di forza per superare il silenzio, l’imbarazzo, il compromesso. HA BISOGNO DI FARE SUE DELLE ISTANZE CHE LO RENDANO DIVERSO DAL CENTRODESTRA… E con queste istanze –  più una maggiore attenzione ai valori di onestà, trasparenza, rispetto della storia e della Costituzione – sono convinta potremo dare a Berlusconi filo da torcere.

Un saluto speranzoso a tutti/e

Carolina Stupino

 

 

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